Fabio Preti
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FABIO PRETI ​
COUNSELOR SCOLASTICO

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I D.S.A. E IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE.

11/07/2014, 19:09

I--D.S.A.-E-IL-DIRITTO-ALL’ISTRUZIONE.-

I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO (D.S.A.) E IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE NELL’ORDINAMENTO VIGENTE ATTRAVERSO LE MISURE DIDATTICHE INDIVIDUALIZZATE E PERSONALIZZATE, GLI STRUMENTI COMPENSATIVI, LE

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Ultimo aggiornamento 11 febbraio 2019

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11/07/2014, 19:09



I--D.S.A.-E-IL-DIRITTO-ALL’ISTRUZIONE.-


 I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO (D.S.A.) E IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE NELL’ORDINAMENTO VIGENTE ATTRAVERSO LE MISURE DIDATTICHE INDIVIDUALIZZATE E PERSONALIZZATE, GLI STRUMENTI COMPENSATIVI, LE



I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO (D.S.A.) E IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE NELL’ORDINAMENTO VIGENTE ATTRAVERSO LE MISURE DIDATTICHE INDIVIDUALIZZATE E PERSONALIZZATE, GLI STRUMENTI COMPENSATIVI, LE MISURE DISPENSATIVE E LE  ADEGUATE FORME DI VERIFICA E VALUTAZIONE ALLA LUCE DELLA LEGGE 8 OTTOBRE 2010, N. 170, LE LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO (D.M. 12 luglio, 2011, n. 5669) E LA DIRETTIVA del 27 dicembre 2012 (Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali - B.E.S.- e organizzazioni territoriali per l’inclusione scolastica).
SCENARI GIUDIZIARI:
LUCI ED OMBRE DELLA L. N. 170 DEL 2010, FINALITÀ DELLA LEGGE E LE MISURE DETTATE PER LA LORO REALIZZAZIONE NELLE SCUOLE E NELLE UNIVERSITÀ.


In via preliminare, occorre sia pur in maniera sintetica analizzare e "perimetrare" quali siano gli spazi di "movimento operativo" e gli ambiti normativi entro i quali occorre "bilanciare" i Diritti e Doveri dei soggetti coinvolti (soggetti con DSA, genitori, scuola, dirigenti scolastici, insegnanti, servizi sanitari) al fine di poter cogliere quali siano le modalità attuative della norma di legge e la conseguente applicazione della stessa nella "vita scolastica".
Da un’attenta lettura e dal combinato del disposto di cui all’art. 2, 4 e 5 della L. 170/210 si evince inequivocabilmente quali siano i diritti acquisiti (ope legis) da parte dei soggetti con DSA e i doveri incombenti in capo alle istituzioni scolastiche e sanitarie.

Secondo il disposto di cui all’art. 2, primo comma della legge n. 170 del 2010 la predetta norma persegue espressamente le seguenti finalità:
a)Garantire il diritto all’istruzione;
b)Favorire il successo scolastico, anche attraverso misure didattiche di supporto, garantire una FORMAZIONE ADEGUATA;
c)Adottare forme di VERIFICA e di VALUTAZIONE adeguate alle necessità formative degli studenti;
d)Preparare gli insegnanti e sensibilizzare i genitori nei confronti delle problematiche legate ai DSA;
e)Assicurare EGUALI opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale.

Inoltre, secondo il disposto di cui all’art. 5, primo comma della legge n. 170 del 2010, (Misure educative e didattiche di supporto), gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto di usufruire di appositi Provvedimenti dispensativi e Compensativi di flessibilità didattica nel corso di cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari. Infine, secondo  il disposto di cui all’art. 5 secondo comma della predetta norma, agli studenti con DSA le istituzioni scolastiche, garantiscono: 
A)  L’uso di una didattica individualizzatane personalizzata; 
B)  L’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere. 

Secondo il disposto di legge (art. 3), le predette misure DEVONO essere sottoposte periodicamente a monitoraggio per valutarne l’efficacia e il raggiungimento degli obiettivi. Ora, da un’attenta lettura combinata degli art. 4 e 5 si rinviene in capo ai soggetti rappresentanti le istituzioni scolastiche (dirigenti, docenti, insegnanti) una serie di "oneri" che incombono in maniera periodica e costante una volta concluso il "Patto Contrattuale" Formativo tra i genitori e il corpo docente durante il percorso di istruzione e formazione dello studente con DSA (art.  2, lettera g. della L. 170/2010). Tale "accordo" riveste notevole importanza in quanto fa ricoprire un nuovo ruolo alle istituzioni scolastiche. In estrema sintesi si assiste ad un percorso formativo in "contradditorio" con altri soggetti (protocolli delle Regioni, collaborazione dei genitori) e non più secondo il classico orientamento scolastico stabilito UNILATERALMENTE dall’istituto  scolastico o dal singolo docente (secondo canoni ordinari).In conclusione, si assiste alla creazione ad hoc di piani individualizzati e personalizzati, anche attraverso la stesura di un piano didattico personalizzato, con l’indicazione analitica degli strumenti compensativi e delle misure dispensative adottate ( art. 5) al fine di dimostrare il livello di apprendimento raggiunto dallo studente con DSA. Di non poco conto risultano anche essere le direttive richiamate nel D.M. 12 luglio 2011, n. 5669, che prevedono espressamente che le istituzioni scolastiche, provvedano ad attuare i necessari interventi pedagogico-didattici per il successo formativo degli alunni e degli studenti con DSA, attivando (obbligatoriamente e non discrezionalmente) percorsi di didattica individualizzata e personalizzata ricorrendo (qualora ve ne siano i presupposti di legge) a strumenti Compensativi e Misure Dispensative (art. 4 co. 4); che l’adozione di misure dispensative è finalizzata esclusivamente a precludere situazioni di affaticamento e di disagio in compiti direttamente coinvolti dal disturbo, senza peraltro ridurre il livello degli obiettivi di apprendimento previsti nei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. 

Inoltre, secondo il disposto di cui all’art. 5, primo comma della legge n. 170 del 2010, (Misure educative e didattiche di supporto), gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto di usufruire di appositi Provvedimenti dispensativi e Compensativi di flessibilità didattica nel corso di cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari.
Infine, secondo  il disposto di cui all’art. 5 secondo comma della predetta norma, agli studenti con DSA le istituzioni scolastiche, garantiscono:
A)L’uso di una didattica individualizzata e personalizzata;
B)L’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere.
Secondo il disposto di legge (art. 3), le predette misure DEVONO essere sottoposte periodicamente a monitoraggio per valutarne l’efficacia e il raggiungimento degli obiettivi.
Ora, da un’attenta lettura combinata degli art. 4 e 5 si rinviene in capo ai soggetti rappresentanti le istituzioni scolastiche (dirigenti, docenti, insegnanti) una serie di "oneri" che incombono in maniera periodica e costante una volta concluso il "Patto Contrattuale" Formativo tra i genitori e il corpo docente durante il percorso di istruzione e formazione dello studente con DSA (art.  2, lettera g. della L. 170/2010).
Tale "accordo" riveste notevole importanza in quanto fa ricoprire un nuovo ruolo alle istituzioni scolastiche.
In estrema sintesi si assiste ad un percorso formativo in "contradditorio" con altri soggetti (protocolli delle Regioni, collaborazione dei genitori) e non più secondo il classico orientamento scolastico stabilito UNILATERALMENTE dall’istituto  scolastico o dal singolo docente (secondo canoni ordinari). 
In conclusione, si assiste alla creazione ad hoc di piani individualizzati e personalizzati, anche attraverso la stesura di un piano didattico personalizzato, con l’indicazione analitica degli strumenti compensativi e delle misure dispensative adottate ( art. 5) al fine di dimostrare il livello di apprendimento raggiunto dallo studente con DSA.
Di non poco conto risultano anche essere le direttive richiamate nel D.M. 12 luglio 2011, n. 5669, che prevedono espressamente che le istituzioni scolastiche, provvedano ad attuare i necessari interventi pedagogico-didattici per il successo formativo degli alunni e degli studenti con DSA, attivando (obbligatoriamente e non discrezionalmente) percorsi di didattica individualizzata e personalizzata ricorrendo (qualora ve ne siano i presupposti di legge) a strumenti Compensativi e Misure Dispensative (art. 4 co. 4); che l’adozione di misure dispensative è finalizzata esclusivamente a precludere situazioni di affaticamento e di disagio in compiti direttamente coinvolti dal disturbo, senza peraltro ridurre il livello degli obiettivi di apprendimento previsti nei percorsi didattici individualizzati e personalizzati.
Ora per concludere, libero da qualsivoglia tono polemico con il mondo scolastico, occorrerebbe ribadire il concetto secondo il quale ogni soggetto coinvolto (istituzioni scolastiche, docenti) dovrebbe attenersi non solo alla pedissequa e asintomatica applicazione del dettato normativo, che disciplina sempre più in maniera analitica comportamenti e modus operandi dei docenti, ma occorrerebbe fare un ulteriore sforzo di "consapevolezza", considerando il proprio ruolo di docente quale soggetto sempre più chiamato  e "sensibilizzato" ad affrontare un processo di Formazione anche per soggetti con DSA, che aspirano a divenire persone istruite e ben formate secondo le aspirazioni di qualsivoglia individuo.


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